La Maison de Domenico si trova a 30 metri dal mare Jonio, in essa si può godere del fantastico clima e degli indimenticabili colori e profumi di questa terra. Per la sua posizione geografica, a breve distanza da impianti sportivi (tennis, calcetto, atletica, ecc), complessi termali (Alì Terme), è ideale per escursioni mozzafiato nei più rinomati e incantevoli luoghi della Riviera Jonica: come Taormina (a soli 10 minuti) con la sua vita mondana, Castelmola, Giardini Naxos, Letojanni, l'Isola Bella, Forza D'Agrò, Le Isole Eolie, Messina, Le gole dell'Alcantara, Catania e il maestoso vulcano Etna (40 Km).
Se amate l'arte e le tradizioni locali visitate Savoca, "Città d'Arte e terra di Cinema", ed “Uno dei Borghi più belli d’Italia”, il suo Museo Etnoantropologico che si sviluppa su una struttura di due piani, la Cripta dei Cappuccini, dove si trovano i corpi mummificati di alcuni notabili Savocesi, con i vestiti dell'epoca, la Chiesa S. Nicolò, la Chiesa Madre, le vie del Centro Storico e il palazzo Trimarchi con il celebre "Bar Vitelli", dove sono state girate nel 1971 la maggior parte delle scene del film " Il Padrino", che ha reso Savoca meta del turismo internazionale e croceristico.
Sempre qui si svolgono diverse manifestazioni durante tutto l'anno:
La Passione di Cristo:
Viene rappresentata nella settimana di Pasqua, con personaggi in costume d'epoca; si snoda per i vicoli del suggestivo borgo medievale lungo la Via Crucis, con le sue caratteristiche stazioni scavate nella roccia.
La festa di S. Lucia:
Si svolge la seconda domenica di Agosto e richiama migliaia di devoti e turisti. Consta di due momenti: la solenne processione del simulacro di S. Lucia per le vie del Centro Storico e la rappresentazione vivente in costumi d'epoca di alcune scene del martirio a cui fu sottoposta la Santa siracusana. I personaggi principali della rappresentazione sono: "La Lucia", una bambina in candidata veste, portata a spalla, e "U diavulazzu", un uomo vestito di rosso e con una maschera del 1400 in legno, scolpita anticamente da un pastore.
La Basilica dei SS. Pietro e Paolo D’Agrò, nel comune di Casalvecchio Siculo (a circa Km.8), è una delle più importanti opere, a livello mondiale di architettura medioevale. Il contesto naturale e paesaggistico in cui sorge è semplicemente magico isolata in una campagna ricca di alberi di limoni e di macchia mediterranea, avulsa da qualunque contesto urbano.La costruzione, in origine, è da attribuirsi ai Monaci Basiliani e di conseguenza risale al periodo bizantino (dal 536 fino alla conquista araba). Distrutta dagli Arabi, dopo la riconquista normanna, il re di Sicilia Ruggero II, su richiesta del monaco Gerasimo, ne finanziò la ricostruzione nel 1116. Danneggiata gravemente dal terremoto del 1169, fu restaurata dall'architetto normanno Gerardo il Franco nel 1172, come si evince dalla scritta in greco che sovrasta il portale della basilica. L'eccezionale unicità di questo straordinario monumento sta nella sintesi architettonica tra elementi dell'arte araba, normanna e bizantina, fusi mirabilmente.
Manifestazioni:
| Festa del S. Patrono: | 22 agosto, Maria S.S. della Provvidenza |
| Sagra del Granturco: | nella prima metà del mese di agosto |
| Sagra della Castagna: | ultimo fine settimana del mese di ottobre |
| Sagra del Maiale e del Cinghiale: | primo fine settimana del mese di dicembre |
La parola Antillo sarebbe di origine greca e significherebbe primo fiore, alcuni, invece sostengono che derivi dal latino ante illos che vuol dire prima degli altri. Già abitato in epoche preistoriche da pastori e allevatori Siculi, venne probabilmente frequentato da fenici e greci, provenienti rispettivamente dai centri vicini al more come Phoinix (situata ove oggi sorge Santa Teresa di Riva) e Naxos. Con le invasioni barbariche (III-IV sec a.C.), la vita sul litorale si fece rischiosa, per questo gli abitanti di Phoinix si spinsero nell'entroterra a cercare un sito più sicuro ove stabilirsi. Nacquero Pentefur (l'odierna Savoca), Palachorion (oggi Casalvecchio Siculo) e Limen (oggi Limina). È verosimile che alcuni abitatori di Phoinix si siano spinti ancora più nell'entroterra tra i Monti Peloritani, proprio in direzione di quel minuscolo villaggio di pastori di cui abbiamo appena detto. Questi fuggiaschi vollero chiamare il loro nuovo insediamento con un nome che ricordasse l'antica cittadina di Phoinix, e appunto, lo chiamarono Peniz o Piniz. Da qui deriva sicuramente il toponimo di Pinazzo, che ancora oggi indica una frazione di Antillo. Nel 1139, venne istituita ad opera dei Normanni la Baronia di Savoca sotto il controllo dell'Archimandrita di Messina; e così Antillo venne inglobato nel vasto territorio della Terra di Savoca. Questa situazione durò per 700 anni. Il 17 febbraio 1845, Antillo si emancipa definitivamente da Savoca e diventa comune autonomo. Tutt'oggi Antillo vanta diverse attrattive come la sua bella montagna incontaminata, i boschi, i pascoli, il Giardino di Redenzione realizzato dal parroco don Egidio Mastroeni.Sulla montagna di Pizzo Monaco si trova una campana dedicata ai "dispersi di tutte le guerre", benedetta da Giovanni Paolo II. Essa ha un peso di cinque tonnellate e una circonferenza di sei metri.




